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Rassegna Stampa
Radar, satelliti e reti per l’operazione «mare sicuro»
02/12/05 10.01
Mari italiani sicuri come i cieli, tutte le coste sorvegliate per garantire la sicurezza del traffico marittimo, delle rotte e quella ambientale, per mantenere sotto controllo limmigrazione clandestina e per scongiurare i pericoli del terrorismo.
A consentire tutto questo è il sistema VTS (Vessel Traffic Service) promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e reso operativo da Selex Sistemi Integrati. Il VTS si basa su un sistema radar posizionato sulla costa e collegato ad un enorme sistema informatico che permette lacquisizione, il processo e lemissione di dati in tempo reale. Si può dire che la sua architettura è simile a quella usata dai sistemi di controllo del traffico aereo. Il VTS può essere strutturato in un unico sistema posto in una posizione strategica, lentrata di un porto o di un canale ad esempio, oppure può essere composto da più sistemi in rete, un network insomma, il cui perno è la capitaneria di porto.
Il progetto per il controllo del traffico marittimo utilizza sistemi sensori radar, tecnologie satellitari, reti di trasmissione dati e sistemi di comunicazione su oltre 7500 chilometri di coste. Il VTS oltre a controllare, regolare e rendere efficiente il traffico marittimo svolge altre importantissime funzioni come la salvaguardia della vita in mare e il soccorso ad imbarcazioni in difficoltà, il controllo e la regolamentazione della pesca in acque territoriali, il monitoraggio dellambiente, il tracciamento di merci sensibili, la prevenzione dellimmigrazione clandestina e lattività di antiterrorismo.
Pietro Lunardi, ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, si dichiara soddisfatto di questo progetto che per la sua alta componente tecnologica pone lItalia allavanguardia rispetto al resto del mondo e la porrà anche come guida per gli altri paesi del Mediterraneo. In questo progetto, sottolinea il ministro, al primo posto, con priorità assoluta cè la sicurezza senza la quale si va incontro soltanto a grandi disservizi e aggiunge che, finalmente, lautostrada del mare diventa una realtà che consente di connettere e gestire il traffico del Mediterraneo.
Parla, poi, dei benefici valutati dalla Comunità Europea che sono di circa un miliardo di euro considerati i vantaggi derivanti dalla prevenzione degli incidenti e dalla riduzione dei tempi operativi portuali. E fra i benefici anche i 9000 posti di lavoro creati e il risparmio per la spesa pubblica sul controllo delle coste. Il progetto finanziato dalla Comunità Europea - spiega Marco Barra Caracciolo, direttore generale Sistemi Informativi e Statistici ridurrà del 30% i tempi di carico e scarico e aumenterà la produttività del 20%, ciò implica maggiori vantaggi in termini di costi e dinvestimenti: con la nave meno ferma in banchina si avrà una riduzione di costi del sistema logistico.
Unaltra diminuzione si avrà nei costi esterni dovuti a congestione. Per Caracciolo, la prosecuzione del progetto VTS, avviato già nel 1999 dalla Direzione Direzione Generale per i Sistemi Informativi e Statistici, è unopportunità irripetibile per migliorare la competitività nel trasporto marino e la logistica. Il sistema VTS nazionale è gestito dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, Guardia Costiera e, per soddisfare un pò di curiosità, ecco degli esempi di operatività di qualche modulo del VTS.
LAIS (Automatic Identification System) è composto da sensori posizionati lungo le coste e da transponder a bordo delle navi. Permette di avere costantemente traccia del percorso di ogni unità e fornisce informazioni su rotta e velocità. Inoltre, dalla stazione di terra, è possibile risalire al nome della nave, al numero della registrazione e a tutte le altre informazioni utili, tra laltro, anche per la prevenzione degli incidenti e dell inquinamento marino.
LHazmat, invece, consente la gestione delle merci pericolose. I flussi informativi fra armatori, spedizionieri, autorità portuali coinvolgono i dati della nave, la destinazione, il numero delle persone a bordo, lorario previsto darrivo mentre per le merci pericolose vengono specificati il nome esatto delle merci o degli inquinanti, le quantità e se il loro trasporto non avviene in cisterne.
Alessandra Ritondo
Tratto da Il Corriere delle Comunicazioni edizione n. 11 dal 21 Novembre al 4 Dicembre 2005